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Kaufering IV, aprile 1945: la liberazione e le atrocità dell’ultimo giorno. hyn
Il 27 aprile 1945, nei pressi di Landsberg am Lech, le truppe alleate liberarono il campo di Kaufering IV, uno dei sottocampi collegati al sistema di Dachau. Negli ultimi anni della guerra, questo complesso di campi era stato creato per fornire manodopera schiava destinata alla costruzione di fabbriche sotterranee per la produzione degli aerei a reazione Messerschmitt.
I prigionieri, in gran parte ebrei ungheresi, erano costretti a lavorare in condizioni disumane. Vivevano in baracche sovraffollate, senza adeguato riparo dal freddo, con razioni di cibo minime e un’esposizione costante alle malattie e all’esaurimento fisico. Le temperature rigide e la mancanza di assistenza medica provocarono una mortalità altissima. Con il tempo, gli internati iniziarono a chiamare il campo “il crematorio del freddo”, a causa del numero impressionante di persone morte per congelamento e stenti.
Nell’aprile del 1945, con l’avanzata delle forze alleate ormai imminente, le SS iniziarono a evacuare i campi del sistema Kaufering. In quei giorni finali, la violenza raggiunse uno dei suoi punti più estremi. Il 26 aprile, circa 360 prigionieri malati furono rinchiusi all’interno di una baracca. L’edificio venne cosparso di benzina e poi incendiato deliberatamente. La maggior parte dei prigionieri morì tra le fiamme. Solo pochi riuscirono a sopravvivere, nascondendosi in una fossa sotto la struttura.
Il giorno seguente, il 27 aprile, i soldati della 12ª Divisione Corazzata americana entrarono nel campo. La scena che si trovarono davanti era devastante: la baracca carbonizzata conteneva ancora i resti dei corpi bruciati, mentre tutto il campo era disseminato di cadaveri. Circa 1.500 prigionieri erano ancora vivi, ma in condizioni critiche, ridotti allo stremo da fame, malattie e privazioni.
La maggior parte dei sopravvissuti erano ebrei ungheresi, costretti a lavorare alla costruzione di bunker sotterranei destinati alla produzione bellica tedesca. Molti di loro erano così deboli da non riuscire a muoversi autonomamente.
Di fronte a questa realtà, il generale George S. Patton ordinò che anche i soldati alleati e i civili tedeschi locali venissero portati nel campo per vedere con i propri occhi ciò che era accaduto. I civili furono inoltre costretti a collaborare nella sepoltura delle vittime, in un tentativo di rendere visibile la portata dei crimini commessi.
Il sistema di Kaufering era stato uno dei più letali del sistema di Dachau: dei circa 30.000 prigionieri deportati, circa 14.500 morirono in meno di un anno, a causa di fame, malattie, lavori forzati, esecuzioni e abusi sistematici.
La liberazione di Kaufering IV rimase così come una testimonianza diretta degli ultimi giorni del regime nazista, quando la brutalità raggiunse il suo massimo livello proprio mentre la guerra stava per finire.




