- Homepage
- Uncategorized
- Montgomery definì le truppe americane “codarde” — Eisenhower lo mise a tacere con un solo ordine . hyn
Montgomery definì le truppe americane “codarde” — Eisenhower lo mise a tacere con un solo ordine . hyn
All’inizio di gennaio 1945, le tensioni tra i comandanti alleati erano già molto alte. La Battaglia delle Ardenne aveva messo sotto pressione l’intero fronte occidentale, e ogni dichiarazione pubblica poteva influenzare l’equilibrio politico e militare della coalizione.
Al centro della controversia c’era il feldmaresciallo britannico Bernard Montgomery, noto per la sua sicurezza e per il suo stile comunicativo diretto e spesso polemico.
La conferenza stampa che scatenò la crisi
Due giorni prima del 9 gennaio 1945, Montgomery parlò alla stampa della situazione nelle Ardenne. Nelle sue dichiarazioni descrisse la risposta iniziale americana come un fallimento e lasciò intendere che le forze britanniche avessero avuto il ruolo decisivo nel stabilizzare il fronte.
Non utilizzò direttamente la parola “codardi”, ma il messaggio fu interpretato in modo molto critico negli Stati Uniti.
La reazione fu immediata: i giornali americani riportarono frasi che alimentarono l’indignazione pubblica e misero in difficoltà il comando alleato.
La risposta di Eisenhower
Per il comandante supremo alleato Dwight D. Eisenhower, il problema non era l’orgoglio nazionale, ma la coesione del comando alleato in un momento decisivo della guerra.
Il fronte delle Ardenne aveva già dimostrato quanto fosse fragile la situazione militare: qualsiasi divisione tra alleati poteva compromettere le operazioni.
L’ordine dello SHAEF
Il 9 gennaio 1945, Eisenhower prese una decisione netta. Nel quartier generale dello SHAEF, con il suo capo di stato maggiore Walter Bedell Smith, firmò un ordine che vietava a Montgomery di rilasciare dichiarazioni pubbliche non autorizzate.
Da quel momento, ogni intervista o comunicazione del feldmaresciallo britannico doveva essere approvata dal comando alleato.
Un generale messo a tacere
Montgomery non perse il suo ruolo militare, ma perse la sua libertà di parlare pubblicamente per il resto della guerra.
La misura non era punitiva, ma strategica: serviva a proteggere l’unità tra le forze alleate in una fase critica del conflitto.
La lezione politica della guerra
L’episodio dimostrò che, nella guerra di coalizione, la vittoria dipendeva non solo dalle operazioni militari, ma anche dal controllo della comunicazione tra alleati.
Per Eisenhower, mantenere l’unità era importante quanto vincere sul campo.
E in quel momento, una sola dichiarazione era stata sufficiente per mettere a rischio quell’equilibrio.




